8 Marzo in Pakistan. Storie di Empowerment femminile dal Programma di Riduzione della Povertà

Grazie ad un credito di aiuto di 43 milioni di euro concesso al Governo Pakistano, il Programma per la Riduzione della Povertà (PPR) è intervenuto dal 2013 al 2021 in 38 Union Councils delle Regioni di KP e Baluchistan, in partnership con decine di Enti e ONG locali, realizzando progetti di sviluppo tesi a migliorare le infrastrutture comunitarie, i servizi educativi e sanitari di base, le opportunità economiche attraverso un sostegno diretto alle tante comunità di base.
Realizzato dal PPAF – Poverty Alleviation Fund pakistano, si è trattato di un ampio e complesso intervento, che si contraddistingue per un approccio integrato ed olistico: consentire alle comunità locali delle aree target di creare reti di sicurezza sociale per i più vulnerabili e investire in infrastrutture produttive su piccola scala.
Alcune storie di empowerment femminile, raccolte durante le attività di valutazione e monitoraggio, illustrano in modo significativo le modalità d’azione del PPR e la condizione femminile in Pakistan che AICS Islamabad intende contribuire a migliorare.

NIGHAT

Nel villaggio di Ayun (distretto di Chitral) vive Nighat Kosar, una ragazza nata in una famiglia in difficoltà, in condizione di marginalità economica. Con il padre disoccupato, la sfida di sbarcare il lunario incombeva sulla famiglia; nonostante la avversità, un raggio di speranza ha fatto improvvisamente capolino, sotto forma del programma PPR e del suo Skill Transfer Programme. Informata di quest’opportunità, Nighat ha inviato la propria domanda di partecipazione al corso di Fashion & Dress Design. Dopo un periodo di 2 mesi, Nighat ha visto le proprie competenze rafforzarsi, distinguendosi come designer appassionata nella creazione di abiti.
Il programma non ha interrotto il proprio servizio ma anzi ha fornito a Nighat essenziali strumenti per il suo commercio – una macchina da cucire, forbici, metro avvolgibile, ferro da stiro e altri materiali. Attrezzata di tutto punto, Nighat si è lanciata nel mondo della moda. Rapidamente, le sue creazioni hanno ottenuto grande successo nel villaggio e gli ordini si sono moltiplicati, portando non solo stabilità economica ma anche diffondendo la sua storia di successo. L’impatto positivo del supporto concesso dal PPR ha inoltre consentito a Nighat una sostenibilità economica di 4 anni.
La comunità tutta ha gioito per questo risultato. Ora simbolo di riscatto e autonomia, Nighat riconosce al PPR un beneficio a cascata per tutte le donne di Ayun, la sua storia si è rivelata motore di cambiamento positivo per tante altre donne.

FATIMA
Sempre nel villaggio di Ayun Fatima Alam deve ogni giorno combattere contro la povertà. I suoi progetti per garantire alla figlia un’istruzione superiore sembrano irrealizzabili, vista la mancanza di risorse economiche in cui la famiglia versa.
Una situazione disperata che ha trovato una via d’uscita nel Programma italiano, attraverso l’azione dell’ONG pakistana Aga Khan Rural Support Programme (AKRSP). Informata circa quest’opportunità, rivolta alle persone maggiormente svantaggiate, Fatima ha chiesto supporto presentando il progetto educativo della figlia come una possibilità di riscatto per tutta la famiglia.
AKRSP, riconoscendole un potenziale, ha subito approvato la richiesta, concedendo un prestito di 30.000 rupie (100 euro). Questo aiuto finanziario ha rappresentato una svolta per la figlia di Fatima, consentendole di iscriversi al corso di laurea in zoologia. Le conseguenze positive del finanziamento hanno superato la singola opportunità d’istruzione, sono stati l’inizio di un grande cambiamento: la figlia di Fatima non solo si è laureata ma ha anche cominciato a collaborare con la stessa organizzazione che aveva creduto in lei. Partecipando ad uno stage, è diventata un esempio di successo e sostenibilità.
La storia di Fatima Alam e di sua figlia ha spinto verso un cambiamento positivo tante persone, offrendo un esempio di uscita dalla povertà e di realizzazione dei propri sogni. Il lavoro svolto dal PPR dimostra quanto forme di supporto integrato possano rompere il circolo vizioso della povertà, rafforzare le persone e costruire comunità resilienti proiettate verso un futuro migliore.

BAGHI
Nel meraviglioso villaggio di Krakal, racchiuso nella valle di Kalash, Baghi Gul è una giovane donna particolarmente motivata, che ha sfidato la povertà che attanaglia la sua famiglia. Coinvolta nel lavoro artigianale sua suocera, hanno tentato di trasformare i loro prodotti in una fonte sostenibile di guadagno; tuttavia, la mancanza di accesso a materie prime a buon mercato e il carico della spesa familiare gravava irrimediabilmente sulle loro aspirazioni.
Incerta sul da farsi, Baghi ha saputo del Programma PPR, possibilità unica per famiglie svantaggiate dell’area. Ha condiviso la sua idea di business e trovato nei responsabili del programma un riscontro positivo: prendeva così vita il Kalasha Handicraft Center for a Common Interest Group.Insieme ad altre 8 donne, Baghi ha partecipato a sessioni di formazione e ricevuto materie prime per le sue creazioni. Quella che era un’impresa domestica e familiare limitata si è trasformata in un centro espositivo ricco di splendidi prodotti. Anche in questo caso, l’impatto si è esteso alle 8 donne associate, che hanno contribuito producendo da casa. Il centro si è poi trasformato in un vero e proprio hub sinonimo di creatività, senso di appartenenza e sviluppo economico.
Baghi oggi è un’imprenditrice fiera, riconoscente verso la possibilità che ha ricevuto, consapevole del ruolo che ha svolto per trasformare i sogni in realtà di donne e famiglie in sofferenza nella valle del Kalash.

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