Il 3 novembre 2025, un violento terremoto di magnitudo 6.3, con epicentro nei pressi di Mazar-i-Sharif, ha colpito la provincia afghana di Balkh, provocando 26 vittime, circa 1.200 feriti, migliaia di sfollati e la distruzione di oltre 1.300 abitazioni, con un conseguente aggravamento delle condizioni socioeconomiche delle comunità. L’evento ha inoltre causato danni rilevanti ad alcuni edifici storici della città, tra cui il Santuario di Hazrat Ali, noto come “Moschea Blu”, uno dei luoghi religiosi più significativi per il popolo afghano. Le indagini tecniche svolte da UNESCO hanno evidenziato diffuse lesioni strutturali, con dissesti delle fondazioni, danni alle coperture e ai minareti, nonché il distacco e la rottura delle maioliche. Pertanto, per garantire la sicurezza dei fedeli e dei visitatori e per preservare l’eccezionale valore identitario, culturale e religioso del monumento, sono necessari interventi urgenti di messa in sicurezza e conservazione.
Per rispondere a questa emergenza, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), in collaborazione con UNESCO, ha deciso di sostenere la comunità di Mazar-i-Sharif ed intervenire nella Moschea Blu nell’ambito del progetto “Conservazione e Valorizzazione della Valle di Bamiyan, per uno Sviluppo Sostenibile Orientato alla Cultura” – AID 11704/01/1 che mira a migliorare il quadro operativo per la salvaguardia e la gestione del patrimonio culturale della Valle di Bamiyan (Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2003) e contribuire allo sviluppo socioeconomico delle comunità locali.
Viene adottato anche nella città di Mazar-i-Sharif il modello già sperimentato con successo nella Valle di Bamiyan, che integra la salvaguardia e la conservazione del patrimonio culturale con la formazione e la creazione di opportunità di impiego nel settore culturale e turistico. In particolare, le attività previste comprendono la formazione on-the-job di operai e tecnici locali con il coinvolgimento di professionisti italiani, la realizzazione di indagini tecniche specifiche e l’esecuzione di interventi di messa in sicurezza, stabilizzazione strutturale e conservazione nella Moschea Blu. Gli interventi saranno realizzati con un programma cash-for-work, con 0 operai locali, affiancato da un monitoraggio e una supervisione continua, per assicurare il controllo di qualità e la conformità agli standard internazionali di conservazione. Inoltre, sono previsti percorsi di formazione e laboratori creativi per 70 donne nei settori del patrimonio culturale, dell’artigianato e dei servizi legati al turismo archeologico e religioso. Tali percorsi si basano sull’approccio “dalle donne per le donne” e mirano a creare nuove opportunità di reddito e a promuovere l’imprenditorialità femminile locale.

Attraverso questo progetto, Italia e UNESCO promuovono un modello che integra la messa in sicurezza e la conservazione della Moschea Blu con la formazione professionale, l’inclusione femminile e la creazione di opportunità di impiego nel settore culturale e turistico. Questo approccio consentirà non solo di rafforzare le competenze e le opportunità economiche della comunità di Mazar-i-Sharif, ma anche di restituire il complesso monumentale ai fedeli e ai visitatori, preservandone il ruolo di simbolo dell’identità culturale e religiosa del popolo afghano.
